
A Dortmund, in Germania, è nato il primo supermercato vegano: oltre 1.600 prodotti e neanche l’ombra di carne né cibi derivati dagli animali, come uova, miele e formaggi. «Un’idea da proporre anche in Italia perché ce n’è davvero bisogno: i clienti potenziali, secondo le statistiche, potrebbero toccare quota 700.000, proprio come in Germania» dice Stefano Momentè, di Vegan Italia (http://www.veganitalia.com). «Oggi la gente cerca una stile di vita salutista e rispettoso dell’ambiente. Soprattutto a tavla. Eppure si deve accontentare di pochi alimenti nei negozi bio delle grandi città».
Chiariamo subito. Il negozio vegano non è un punto vendita biologico e non ha niente a che fare con il fruttivendolo superfornito e modaiolo. È un vero supermercato in versione tutta vegetale, con un’identità ben precisa che è il suo punto di forza. «Invece dei soliti tre o quattro tipi di formaggio di soia, per esempio, ne vende almeno venti. Insieme alle salsicce e ai piatti pronti veggy» continua l’esperto. «In più c’è il reparto con detersivi e cosmetici non testati su animali. E non manca l’angolo con l’abbigliamento vegan: ovvero scarpe e accessori senza cuoio né pelle». I fornitori certificati si trovano sul sito www.veganok.com.
Il trucco per attirare la clientela è l’angolo degustazione. «Le tartine alla soia, il seitan (la bistecca di grano) e i falafel incuriosiscono anche i consumatori tradizionali che vogliono provare sapori diversi» spiega Momentè. «E anche chi è vegano preferisce assaggiare perché si tratta di cibi dal gusto forte e deciso».
La trafila pratica è quella del negozio classico: si frequenta il corso alla Camera di Commercio per la preparazione e la somministrazione di cibi e bevande (da 600 euro, www.camcom.it).
Per il veggy market ideale possono bastare un locale di 90 metri quadrati (con i permessi Asl), 1.500 prodotti e due dipendenti: l’investimento si aggira su 70.000 euro. «Ma si può pensare anche a una piccola bottega in paese» consiglia l’esperto. In questo caso bastano 30.000 euro per partire. L’idea vi attira? Fate un salto al Bioveganfest (www.bioveganfest2011.it) a Bassano del Grappa, dal 2 al 5 giugno e scoprirete se il mondo vegano fa per voi.
[Isabella Colombo - Donna Moderna del 25 maggio 2011]
trovo che sia un'idea splendida,anche se credo che in Italia si possa iniziare con una fornitura sempre più sostanziosa di prodotti vegan nei normali supermercati: magari in questo modo la gente che ancora mangia carne è invogliata a provarli e si avvicinerebbe senza timore al vegan, mentre invece in un supermercato esclusivamente vegan è più difficile che la clientela mangiatutto faccia un giro :)
RispondiEliminacara bibi, chi mi conosce sa benissimo che sono completamente d'accordo con te! da sempre mi batto contro la ghettizzazione (e l'autoghettizzazione). ma la giornalista aveva impostato l'intervista così! : )
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