sabato 20 novembre 2010

Veganitalia Cooking School
















Ebbene sì, sto talmente appassionandomi ai corsi di cucina, che ho anche creato un marchio!
Mi sa che presto ne vedremo delle belle!

venerdì 12 novembre 2010

Metti la giacca, togli la giacca

Ecco gli impegni per i prossimi giorni.
Domani, sabato 13 novembre, alle 17.00, sarò alla Diromeo di Vigonovo (via del Lavoro 39/b), per presentare il mio Manuale del perfetto vegetariano. Tutti invitati per un aperitivo vegan!














Lunedì prossimo, invece, sarò a Bologna con Fiordifrolla per il primo Corso di cucina vegan.

giovedì 11 novembre 2010

Castradina di seitan



La castradina è un piatto della tradizione veneziana che si preparava fin dal '700 il giorno della festa della Madonna della Salute (21 novembre). Tra l'altro in questa data cade l'anniversario di matrimonio dei miei genitori (il prossimo sono cinquant'anni!). Ai quali dedico questa versione vegan.

2 kg di seitan naturale morbido
2 kg di verze
100 g di olio extravergine d'oliva
200 g di cipolla
sale e pepe
timo

Mettere il seitan a marinare in un brodo vegetale, vino bianco e foglie di timo per un paio d'ore. Poi mettere sul fuoco fino a prendere bollore.
Soffriggere la cipolla nell'olio ed aggiungere la verza tagliata a julienne, farla cucinare fino a 3/4 di cottura, unirla poi al seitan insieme al suo brodo e completare la cottura.
Si può aggiungere a piacere ancora un pizzico di timo. Salare, pepare abbondantemente e servire con pane abbrustolito.

martedì 9 novembre 2010

Manger cru e sain






















Ebbene sì, a gennaio Solo Crudo uscirà anche in Francia. Il titolo?

Manger cru er sain
mon premier livre de crusine vivante


Conoscete il francese? Ecco la presentazione.

Voici le guide tant attendu de tous ceux qui souhaitent connaître et mettre en pratique les préceptes de la véritable alimentation naturelle. Chaque page apporte des conseils utiles aussi bien pour ceux qui ont déjà adopté le mode de vie crudiste (Raw Food) que pour ceux qui recherchent des recettes permettant d’allier une alimentation saine et équilibrée à la vie en société et aux repas pris en compagnie. Le premier livre de crusine vivante ! Vous trouverez aussi des informations sur le crudisme, sa naissance et son histoire, sur les choix alimentaires et les motivations qui en sont la base, sur les combinaisons alimentaires et la détoxination. Vous découvrirez dans ce guide différentes techniques de conservation des aliments - comme par exemple la déshydratation -, ainsi qu’une présentation de la pratique du jeûne et de ses bénéfices pour la santé ; la programmation d’un régime, les astuces pour les repas à l’extérieur et de nombreuses recettes de petits déjeuners, sauces et assaisonnements, en cas et goûters, salades, pains et crackers, plats de résistance, cuisine du monde et gâteaux.

Stefano Momentè est végétarien depuis 1985. Journaliste, il est spécialisé en cuisine et style de vie. Fondateur et président de Veganitalia (www.veganitalia.com), il tient régulièrement des conférences, cours et séminaires sur le végétarisme et a publié de nombreux livres sur ce thème.

Sara Cargnello a étudié les Sciences de l’Environnement. Attentive aux thématiques de la santé par l’alimentation, elle est végétarienne depuis 16 ans et crudivore depuis 3 ans. Passionnée de nutrition dès ses 12 ans, elle a collaboré, plus tard, à l’ouverture d’un restaurant biologique et a travaillé comme herboriste. Elle a été guide naturaliste et s’occupe actuellement d’éducation environnementale. Elle a repris ses études pour se spécialiser en nutrition auprès d’une école de naturopathie ; elle gère le premier site internet italien entièrement consacré au crudisme (www.crudismo.com) où elle présente les recettes de crusine originales qu’elle réalise.

sabato 6 novembre 2010

Patate all'ungherese

Oggi vi butto lì la ricettina di un piatto ottimo per un buffet.

Ingredienti per 4 persone:
800 gr di patate
1 cucchiaio d'olio extravergine d'oliva
2 scalogni
1 cucchiaino e mezzo di paprica
2 pomodori
2 dl e mezzo di brodo vegetale
100 g di yogurt di soia
succo di limone
sale

Scaldare il forno a 200 gradi. Scottare per qualche istante i pomodori in acqua bollente, scolarli, spellarli, eliminare i semi e tritarli. Sbucciare le patate, lavarle, asciugarle e tagliarle a fette piuttosto grosse.
Mettere l'olio in una casseruola e scaldarlo. Pulire, lavare e affettare finemente gli scalogni, quindi farli imbiondire nell'olio. Aromatizzare con la paprica, mescolare e lasciare cuocere ancora per qualche minuto.
Salare, unire le patate e i pomodori, ricoprire con il brodo e lo yogurt arricchito di succo di limone e mescolare per amalgamare tutti gli ingredienti. Trasferire la preparazione in una pirofila e farla cuocere al forno per circa un'ora, finché il liquido risulterà quasi completamente assorbito.
Togliere dal forno, fare riposare per qualche minuto e servire.

venerdì 5 novembre 2010

Burro di soia












Spesso non riusciamo a sostituire correttamente il burro nei nostri piatti. L'olio non ci piace, oppure ancora non riusciamo a dosarlo perfettamente. Non è proprio la stessa cosa (meglio l'olio extravergine), ma proviamo comunque a preparare in casa del burro di soia.

farina di soia
olio di soia
sale, gomasio o tamari

Ricetta molto semplice. Prendere della farina di soia, mescolarla con dell’olio di soia, sale, gomasio o tamari, fino a quando prenda la consistenza della tahina.

mercoledì 3 novembre 2010

Paccheri alla crema di cavolfiore

Ahimè, purtroppo senza immagine, propongo oggi un piatto salutare, relativamente veloce e facilissimo.

500 gr di paccheri
1 cavolfiore
1 cavolo verza
olio extravergine d'oliva
tamari
paprika (o peperoncino)
erba cipollina
prezzemolo
1/2 limone
semi di lino
sale
pepe

Cuocere i due cavoli al vapore. Preparare sul fuoco l'acqua per la pasta. Ridurre a crema, nel mixer, i due cavoli con un po' d'olio, una spruzzata di tamari, una spolverata di paprika (o un peperoncino spezzettato per chi ama i sapori più forti), dell'erba cipollina e una manciatina di prezzemolo. Cuocere la pasta come di consueto, scolarla e poi spadellarla con la crema di cavolfiore. Servire spolverando con un paio di cucchiaini di semi di lino triturati, una spruzzata di limone e abbondante pepe a mulinello.

lunedì 25 ottobre 2010

Sabato 13 novembre sarò alla DiRomeo

Sabato 13 Novembre sarò nell' emporio/shoowroom dRv a Vigonovo VENEZIA (via del Lavoro, 39/b).
Alle ore 17,00, aperitivo e presentazione del libro NE' DI CARNE NE' DI PESCE.

lunedì 18 ottobre 2010

Grande successo per il VegFest di Verona

















Nella foto (gentilmente concessa dalla Lav di Verona), da sinistra, al tavolo dei relatori: il dottor Riccardo Trespidi, Stefano Momentè, il dottor Luciano Proietti. Nella foto sotto, di Cristina Masotto: io e Riccardo Trespidi.

sabato 16 ottobre 2010

Mia intervista sul mensile del gruppo Despar
















Nel numero di ottobre del DiVita Magazine, periodico del gruppo Despar, è uscita una mia intervista, curata da Federica Favaro.

venerdì 1 ottobre 2010

Da oggi: Settimana Vegetariana Mondiale

Calcio e osteoporosi: quanti luoghi comuni!















Il Calcio regola la coagulazione del sangue e l’equilibrio acido-base, mantiene la struttura di ossa e denti, è fondamentale nella contrazione muscolare, modula la produzione di ormoni, svolge attività anti-allergica, migliora l’assorbimento della vitamina B12 e del Ferro.
È il minerale più abbondante nell’organismo umano. Forse per questo, assieme al Ferro, è considerato il più importante.
Ma, proprio per questo, allora, dobbiamo sfatare alcuni luoghi comuni che continuano ad imperare.
Molti nutrizionisti raccomandano il consumo di latte e di prodotti caseari, spesso in grande quantità, quali fonti di Calcio volte a prevenire l’osteoporosi, cioè la perdita di Calcio e di altri minerali alcalini da parte delle ossa con conseguente fragilità delle stesse. Questo perché è generalmente diffusa l’errata convinzione che la causa dell’osteoporosi sia da attribuirsi ad una carenza di Calcio nella dieta.
Al contrario l’osteoporosi non è conseguente alla carenza di Calcio nella dieta, ma ad un eccesso di acidità che costringe l’organismo a ricercare il Calcio nelle ossa.
Ed è vero che i prodotti caseari contengono una grande quantità di Calcio, ma è altrettanto vero che chi assume molto Calcio tramite i latticini presenta livelli di osteoporosi più alti.

Moderne ricerche hanno dimostrato che le popolazioni che assumono minore quantità di Calcio presentano un’ossatura più forte, probabilmente perché chi mangia cibi molto ricchi di Calcio ingerisce allo stesso tempo cibi a reazione acida, che sottraggono Calcio al corpo. Il formaggio, ad esempio, è molto ricco di Calcio ed è anche fortemente proteico tanto che, se mangiato in quantità eccessive, o associato ad altri alimenti proteici, provoca la perdita di Calcio e di altri minerali alcalini. La mancanza di Calcio ha quindi pochissima relazione con l’assunzione alimentare dello stesso, se non addirittura nessuna. L’unico modo per evitare la comparsa dell’osteoporosi è non causarla. Ecco perché, spesso, i vegetariani sono meno soggetti ad osteoporosi, poiché assumono una quantità di proteine più equilibrata rispetto agli onnivori che spesso eccedono in questo. Pare inoltre che i vegetariani/vegani, proprio in virtù di un’alimentazione meno acida, abbiano un fabbisogno di calcio pari alla metà di quello degli onnivori che sono costretti ad introdurne così tanto per compensarne le perdite urinarie.

«Le diete vegetariane possono aiutare a costruire ossa forti, e le diete a base vegetale riducono il rischio di malattie cardiache, diabete e cancro - scrive Amy Joy Lanou, professore associato di salute e benessere alla University of North Carolina Asheville e autrice di Building Bone Vitality (Costruire la Vitalità delle Ossa), un nuovo libro sulla perdita di massa ossea e sulla prevenzione dell'osteoporosi - per assicurarsi ossa forti e un fisico sano, bisogna esercitarsi con i pesi e seguire diete a base vegetale a bassa acidità, ricche di frutta e verdura».

Bisogna invece prestare molta attenzione a latte e latticini.

Alimento spesso eccessivamente consumato nella nostra società, il latte può provocare diversi inconvenienti. Questo a causa della sua composizione, completamente diversa da quella del latte materno. Le proteine del latte costituiscono, per la loro quantità, una bomba proteica per un essere umano. Dovendo far crescere un vitello in pochissimo tempo, infatti, agiscono nello stesso modo anche per l’uomo, quasi come un farmaco anabolizzante. Da ciò ne deriva un superlavoro per reni e fegato, possibili danni al sistema neuroendocrino e, in particolare, all’ipofisi, alla tiroide e al surrene. Inoltre, un eccesso di proteine inibisce l’assorbimento di Ferro.
Il latte è diventato nella dieta dei bambini statunitensi la maggiore fonte di grassi saturi, quelli che ostruiscono le arterie. Uno studio della Harvard Medical School ha rivelato che bere latte aumenta il rischio di obesità infantile. Il grasso contenuto nei latticini è associato inoltre con il rischio di tumore al pancreas, secondo uno studio appena pubblicato nel Journal of the National Cancer Institute.

Il Calcio è presente in molti alimenti vegetali. Ad esempio, le verdure a basso contenuto di ossalati (broccoli, verze, cime di rapa) forniscono Calcio ad elevata biodisponibilità (dal 49 al 61%); in confronto, il latte vaccino contiene Calcio con una biodisponibilità compresa fra il 31 e il 32%, pari a quella del tofu ottenuto con il Solfato di Calcio e dei succhi di frutta fortificati. Il latte di soia fortificato, i semi di sesamo, le mandorle ed i fagioli rossi e bianchi contengono Calcio con una biodisponibilità compresa tra il 21 e il 24 %. I fichi ed i cibi a base di soia, come i fagioli di soia cotti ed il tempeh forniscono calcio supplementare. Anche se le verdure ricche di ossalati (spinaci, foglie di rapa e bietola da coste) non sono buone fonti di Calcio utilizzabile nonostante il loro elevato contenuto di Calcio, alcuni cibi che contengono elevate quantità sia di fitati che di ossalati, come ad esempio i prodotti a base di soia, sono comunque in grado di fornire Calcio ben assimilabile.

giovedì 30 settembre 2010

Vegfest a Verona, Villa Buri!























VEGfest, no veg no party
sabato 16 ottobre 2010
Villa Buri, Verona, via Bernini Buri, dalle 15.00 alle 23.00

ore 15.00 > Caccia al tesoro
ore 16.30 > Merenda
ore 17.00 > Fiaba musicata

ore 18.00 > Interventi e dibattiti sul tema dell'alimentazione vegana e vegetariana
Relatori:
dott. Riccardo Trespidi, medico nutrizionista, presenta il libro «Stile di vita vegetariano»
dott. Luciano Proietti, medico pediatra nutrizionista, presenta il libro «Figli vegetariani»
Stefano Momentè, giornalista, fondatore di Vegan Italia, presenta il libro «Né di carne, né di pesce, manuale del perfetto vegetariano»

Sarò a Milano per Bio Sapori Regionali d’Italia

Dal 27 Settembre al 31 Ottobre Con.Bio. sarà a Milano con la gamma BioAppetì a BIO SAPORI REGIONALI D'ITALIA: il primo temporary store di Milano allo Spazio Lattuada, aperto dalle 9 alle 20 tutti i giorni della settimana compresa la domenica.

Ecco il calendario degli eventi Con.Bio. presso Bio Sapori Regionali d'Italia:

venerdì 08 Ottobre: Incontro/degustazione sul tema “Vegetariano…anche Bio! Tra stile di vita, sostenibilità e salute”

venerdì 15 Ottobre: Preparazione/Degustazione di una ricetta 100% Bio 100% Vegetale...oggi Paella!

venerdì 22 Ottobre, alle 19.,00: Incontro con l'Autore, aperitivo/incontro letterario con Stefano Momentè

Per maggiori informazioni: Spazio Lattuada tel 02/55012838, Via Lattuada 2 Milano (MM3 Porta Romana)

lunedì 20 settembre 2010

Incontri di Bologna e Gorizia


















Un sentito grazie al pubblico numeroso a attento presente ai due incontri di ieri. Un vero peccato non poterli incontrare e ringraziare uno per uno! [nella foto, gentilmente concessa da VegAnima Gorizia, vengo intervistato da Federico Pellegatti]

giovedì 2 settembre 2010

Ci vediamo al SANA? Sarò allo stand LAV!












Al 22° Salone internazionale del naturale che si svolgerà a Bologna dal 9 al 12 settembre, sarò allo stand LAV – Cambiamenu (padiglione/hall 19 - C34), dove si parlerà soprattutto di scelte a tavola.

Al Sana, appuntamento che ha fatto dello stretto legame tra alimentazione, benessere e ambiente il suo principale motivo ispiratore, non poteva infatti mancare un punto di sensibilizzazione sull’incidenza del cibo e dei consumi individuali, oltre che sulla salute, anche sull’equilibrio climatico del Pianeta e sugli animali.

Il consumo di carne, affermano gli esperti, ci sta consumando.
Consuma le nostre risorse e consuma la nostra salute.

E’ arrivato il momento di cambiare menu.

Come?

Vieni allo stand LAV l'11 e il 12 settembre e prendi una copia gratuita dello Starter Kit Veg.
Fai qualche domanda su cucina e nutrizione vegetariana agli ospiti presenti.

Io ci sarò sabato 11, dalle 16 alle 18.

Vi aspetto!

martedì 17 agosto 2010

Sarò al Festival Vegetariano di Gorizia












Domenica 19 settembre, dalle 10 alle 20, presso la sede di Biolab (via del Montesanto 131/10, zona artigianale “Le casermette”) si terrà il 1° Festival vegetariano, il primo appuntamento di Gorizia con la gastronomia, la cultura e la filosofia vegetariana.

Una giornata all’insegna del vegetarismo, tutta dedicata al gusto, alla conoscenza, al divertimento: la organizza Biolab – azienda di Gorizia, specializzata nella produzione di alimenti biologici per vegetariani, in collaborazione con l'associazione di Promozione Sociale VegAnima Gorizia, con Ecor e i negozi biologici Cuorebio e NaturaSì e con il patrocinio della Provincia e del Comune di Gorizia. Non un incontro riservato a chi ha scelto rinunciare alla carne (o in genere ai prodotti derivati dagli animali), ma una festa aperta a chiunque desideri saperne di più sullo stile di vita vegetariano. “L’invito a partecipare – spiega Massimo Santinelli, presidente di Biolab – è rivolto a chi ha già compiuto una scelta vegetariana, ma anche a chi ne è semplicemente incuriosito e magari ha già ridotto il consumo di carne e a chi pensa che mangiare vegetariano significhi rinunciare alla varietà di gusti e sapori. Gli dimostreremo che non è affatto così”.

Il festival infatti prevede numerose attività a sostegno delle motivazioni salutistiche, etiche ed ambientaliste alla base della “filosofia veg” Ci sarà l’opportunità di approfondire, attraverso gli incontri con esperti, medici, scrittori e sostenitori della cultura vegetariana; di gustare, grazie ai vari stand gastronomici e ad un menu cento per cento vegetariano, messo a punto da raffinati chef per l’occasione; di divertirsi, con le animazioni pensate per i più piccoli: dal gioco con i simpatici asinelli dell’associazione friulana Amici di Totò onlus, agli spettacoli di artisti di strada del calibro di Marco Neri, giocoliere ed equilibrista, con lo spettacolo “A due metri da terra” ed il cantastorie Felice Pantone con il duo "Filarmonica e le canzoni...da passeggio".

Non mancheranno bancarelle, banchetti informativi e musica dal vivo, per rendere la giornata un’autentica festa all’insegna del vegetarismo. “Perché – questo è il messaggio chiave promosso dagli organizzatori - chi sceglie di non mangiare carne (ma anche latte o uova, se è vegano) non vive questa condizione come una rinuncia, ma come un modo per vivere meglio”.

Delle motivazioni salutiste e delle ragioni del biologico nella dieta vegetariana, parlerà Matteo Giannattasio, medico e agronomo, direttore scientifico della rivista e blog Valore Alimentare (www.valorealimentare.it), docente e consulente del Servizio di allergologia del San Gallicano di Roma. Tra gli altri interventi, Fabio Brescacin, amministratore delegato di Ecor NaturaSì, azienda leader nella distribuzione di prodotti biologici in Italia, affronterà la crescita che sta interessando il biologico, come settore economico sostenuto da forti ideali. Confermata anche la mia partecipazione, per la presentazione del mio ultimo libro “Né di carne né di pesce. Manuale del perfetto vegetariano” e di Gianni Tamino, docente di biologia all’Università di Padova, uno dei massimi esperti a livello nazionale di tematiche ambientali, energie rinnovabili, sostenibilità, biotecnologie.

È gradita la conferma di chi vorrà partecipare, via telefono o via sms (cell. 334 7377771), nel sito www.biolab-eu.com, tramite e-mail (festivalvegetariano@biolab-eu.com) oppure via fax al numero 0481 530387.

giovedì 5 agosto 2010

Corso di cucina vegetariana (vegan)

In programma a Bologna, lunedì 15 novembre, dalle 19.30 alle 23.00. Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla vera cucina vegetariana (senza latte né uova). Corso organizzato da Fiordifrolla in collaborazione con Stefano Momentè, fondatore di Vegan Italia e autore di numerosi libri sul vegetarismo. Costo: 50,00 euro.

La sede dei corsi è in via San Donato 74 a Granarolo dell’Emilia, presso il Borgo Servizi, Sala Arancio della Pro-Loco. Facilmente raggiungibile in auto dall’uscita n.9 della tangenziale o con l’autobus prendendo la linea 93.

E’ possibile iscriversi via mail all’indirizzo info@fiordifrolla.it oppure telefonicamente al numero: 333/6171901.

martedì 27 luglio 2010

Sorridi, sei su Eat Parade!






















Il mio ultimo libro - Né di carne, né di pesce - Manuale del perfetto vegetariano - verrà recensito da Bruno Gambacorta (nella foto) venerdì 30 luglio, alle 13.45 su TG2 Eat Parade, con replica sabato 31 luglio dopo mezzanotte e lunedì 2 agosto alle 11.
E subito dopo sarà sul sito www.tg2.rai.it nella sezione rubriche/eatparade.

Viva la verdura, ovvero perfetti vegetariani

Una bella recensione al mio ultimo libro, uscita su La Nuova Venezia, a firma di Aldo Trivellato.

Mica solo carne e pesce. Se si leggono i dati di un’indagine AC Nielsen, rielaborata da Eurispes, i vegetariani in Italia sarebbero circa 7 milioni, una cifra destinata ad incrementare rapidamente.
I motivi della scelta vegetariana si moltiplicano, da quelli della tradizione filosofico religiosa a quelli ecologici, etici o connessi alla salute. I vegetariani, però, non sono tutti uguali: alcuni mangiano anche latte e uova, altri escludono qualsiasi prodotto di origine animale (i vegani), altri ancora si nutrono esclusivamente di vegetali crudi e frutta (i crudisti e i fruttariani).
Stefano Momentè è un vegano convinto, abita e lavora a Jesolo e da anni, oltre che di editoria e di pittura, si occupa della diffusione delle idee vegetariane (www.veganitalia.com), pubblicando articoli e libri. Nell’ultimo, Nè di carne né di pesce (Ed L’età dell’acquario, euro 14.50), Momentè traccia un manuale del perfetto vegetariano, ragionando di principi nutrizionali e di dieta vegetariana. Una scelta che va preparata accuratamente, conoscendone i fattori fondamentali, prima di adottarla integralmente.
Il libro, prima di presentare una concreta dieta vegetariana, con le relative ricette, indaga il rapporto del cibo con la salute ed il benessere, analizzando il fatto che siamo ciò che mangiamo, adulti e bambini, e che le nostre scelte nutrizionali cambiano la nostra salute ed il nostro modo di vivere.
«Perchè vegetariani non ci si può improvvisare. - scrive Stefano Momentè - Benché un’alimentazione senza carne e derivati possa essere considerata completa sotto tutti i punti di vista, oltre che eticamente corretta, è necessario bilanciare adeguatamente i diversi alimenti affinché il nostro organismo possa trarne beneficio e non subire carenze di alcuni importanti elementi». Il testo è completato da un’appendice di Michela De Petris, medico specialista in scienza dell’alimentazione, dedicata agli errori più comuni dei vegetariani (come lo smodato uso di olio d’oliva), alle diete ipercaloriche e a cosa si può fare per controllare il proprio stato di nutrizione.

martedì 13 luglio 2010

Panatine di seitan

Questa è una variante appetizer - molto personalizzata in verità - della cotoletta alla milanese, forse il piatto più tipico e conosciuto di Milano.

500 gr di seitan,
pangrattato, aglio,
sale, prezzemolo, lievito alimentare,
olio extravergine d’oliva

Tagliare il seitan a fette. Triturare finemente il prezzemolo e l’aglio, unirli al pangrattato e al lievito,
quindi mescolare bene. Ungere le fette con l’olio, impanarle e arrostirle nella padella calda. Servire

martedì 8 giugno 2010

Manuale del perfetto vegetariano






















Secondo un’indagine AC Nielsen, rielaborata da Eurispes, i vegetariani in Italia sono circa 7 milioni, e sono destinati a raggiungere i 30 milioni nel 2050.
I vegetariani, però, non sono tutti uguali: alcuni mangiano latte e uova, altri escludono qualsiasi prodotto di origine animale (vegani), altri ancora si nutrono esclusivamente di vegetali crudi e frutta (crudisti e fruttariani).
Vegetariani non ci si può improvvisare. Benché un’alimentazione senza carne e derivati possa essere considerata completa sotto tutti i punti di vista – oltre che eticamente corretta – è necessario bilanciare adeguatamente i diversi alimenti affinché il nostro organismo possa trarne beneficio e non subire carenze di alcuni importanti elementi.
Questo testo offre un’ottima introduzione all’argomento fornendo risposte chiare ai più comuni interrogativi:

perché optare per una dieta vegetariana;
perché una dieta vegetariana giova alla salute;
quali sono gli alimenti indispensabili al nostro organismo;
come crescere dei figli vegetariani e quali
sono tutti i benefici derivanti dall’eliminazione della
carne dalla dieta.


Un ricco ricettario per realizzare pietanze genuine e gustose, importanti documenti nutrizionali e un glossario in appendice completano il volume.

Stefano Momentè
Né di carne, né di pesce. Manuale del perfetto vegetariano.
Edizioni L'Età dell'Acquario / Collana «salute&benessere»
Pagine 192 / Euro 14,50 / ISBN 9788871363363
Luglio 2010


venerdì 4 giugno 2010

Per la Terra ed i suoi abitanti. Tutti, nessuno escluso.

Una dieta vegana per salvare il mondo
















Finalmente se n'è accorto anche l'Onu. Ma questo forse significa che siamo alla frutta?

Secondo quanto affermato dall'Onu e riportato dal Guardian, per salvare il mondo è necessario un minor consumo di prodotti animali in quanto una cucina ricca di carne e latticini sarà nel prossimo futuro insostenibile.

Il rapporto United Nations Environment Programme delle Nazioni Unite (Unep) dice:

"Gli impatti sull'agricoltura cresceranno sostanzialmente a causa dell'aumento della consumazione di prodotti animali da parte della popolazione. Contrariamente al combustibile fossile, è però difficile trovare alternative: la gente deve mangiare. Una notevole riduzione di questi tragici impatti sarebbe possibile solo con un cambiamento globale della dieta".

Nessun dubbio che una dieta vegetariana sia quindi la migliore soluzione per la sopravvivenza del nostro pianeta.

Secondo gli autori del rapporto i prodotti animali causano più danni rispetto alla produzione di minerali, plastica o metalli: l'agricoltura, in particolare solo per la produzione di carne e latticini, rappresenta il 70% del consumo globale di acqua dolce, 38% dello sfruttamento delle terre e il 19% dell'emissioni di gas serra. Il gruppo di esperti ha inoltre classificato prodotti, risorse, attività economiche e trasporto secondo il loro impatto sull'ambiente. Dai risultati è stato evidenziato che l'agricoltura risulta essere alla pari con il consumo dei carburanti fossili in quanto il consumo di entrambi è aumentato drasticamente a fronte della crescita economica.

"I prodotti animali causano più danni che la produzione di minerali da costruzione come la sabbia o il cemento, la plastica o i metalli - ha commentato Edgar Hertwich, capo autore del rapporto -. La biomassa prodotta e i raccolti per gli animali sono tanto pericolosi quanto la fusione dei combustibili fossili".

martedì 25 maggio 2010

Cena vegetariana (vegan) all'hotel Tropical di Jesolo

Ho contribuito a organizzarla e ora non posso esimermi dal promuoverla.
Una serata per provare le delizie della cucina priva di ingredienti di origine animale.
All'hotel Tropical di via Altinate, al Lido di Jesolo, Venezia.

Venerdì 28 maggio, alle ore 20.00.

Questo il menù:

Aperitivo di benvenuto
Marinata di peperoni e zucchine su crostino
Tortino di patate e carciofi
Insalata di cereali alla greca
Crema di zucchine e fagioli cannellini
Bocconcini di seitan con funghi e pomodorini
Caprese di tofu
Budini di riso allo zafferano


Menù fisso: 30,00 euro p.p. (bevande incluse)

A chi viene da lontano vengono proposti prezzi speciali per pernottamenti più cena vegan.

Per prenotazioni e informazioni:
tel.: 0421-362364
info@tropicalhotel.it

venerdì 30 aprile 2010

Risotto, curcuma e verdure


















La curcuma possiede tutta la carica antiossidante tipica delle spezie.
Studi recenti ne hanno evidenziato le proprietà preven­tive e terapeutiche, ponendo l’accento sulla spiccata azione protettiva sul fegato, sulle virtù depurative, antinfiammatorie e antagoniste dell’invecchiamento cere­brale, in particolar modo contro lo sviluppo di tumori e disordini neurodegenera­tivi come Parkinson e Alzheimer. Perché allora non proporre una ricettina che la contiene?

Ingredienti per 4 persone

350 gr di riso arborio
20 gr di pinoli
1 carota
1 scalogno
2 coste di sedano
2 cucchiai di curcuma
2 cucchiai di lievito a scaglie
olio extravergine d'oliva
sale, pepe

Tritare tutte le verdure. Rosolare il riso in 3 cucchiai d'olio, aggiungere le verdure, fare insaporire e cuocere il riso al dente, versando, un po' alla volta, acqua bollente salata. Mescolare il lievito con la curcuma. A cottura ultimata spegnere il fuoco, unirvi il composto lievito-curcuma e i pinoli leggermente tostati in un po' d'olio. Mescolare e servire.

lunedì 19 aprile 2010

Uomo, Natura, Ambiente: un convegno

Domenica 25 aprile, a Rieti, parlerò ancora una volta di vegetarismo e ambiente. Lo farò in un convegno organizzato dal CSEN della città laziale. Questo il programma della giornata:

Convegno Nazionale
Sport e Spiritualità
UOMO, NATURA, AMBIENTE

Domenica 25 Aprile 2010

HOTEL SERENA

Via dei Salici, 46
Tel, 0746.270930 fax 0746 258018
info@hotelserenarieti.it

RIETI

INGRESSO GRATUITO

Per informazioni:
www.csenrieti.net
Armando Cavallari tel.349 6424104
armacav@hotmail.it
Franca Valenti tel.338 3120430
moheny@libero.it

Il convegno che nasce da un progetto di Franca Valenti, si propone,attraverso tematiche specifiche, di offrire momenti di utili riflessioni ricercate nel rapporto:

uomo, natura e ambiente

9,40 presentazione del convegno
e saluto delle autorità

10 Ing. M. Bresci: La centralità dell’uomo nel rapporto Natura-Ambiente
Il comportamento umano responsabile di tali problematiche, etica nell’economia e nella gestione delle risorse

10,30 Dott. Giulio Porrovecchio:
La musica per il benessere fisico e mentale

pausa

10,45 Dott.ssa L. Simoni: Dalla Scienza alla Coscienza
Come tra mondi apparentemente lontani, può nascere l’armonia.

11,15 Stefano Momenté: Per il futuro della Terra, fai la tua parte

11,45 Dott.ssa M. G. Francescato:
Allenare il corpo,allenare lo Spirito

15 Dott. G. Marchioni
Valorizzazione ambientale della nostra provincia

15,15 M.tro Giorgio Furlan: Yoga, salute, longevità, immortalità
Una scelta di vita per grandiosi obiettivi

15,45 Dott. Ciro Aurigemma: Vegetarianesimo e nucleare
Il ritorno del nucleare e riflessione sui rischi connessi a tutti i livelli.

16,15 Dott. R. Gagnoni: DNA e Medicina della Luce
Come l’ambiente condiziona il DNA

pausa

17 M.tra Elisabetta Furlan: Baby Yoga
Come lo Yoga aiuta i bambini a trovare l’equilibrio e la consapevolezza di SE

17,30 Dott. Sara Lattanzi
E se non volessi chiuderti in palestra? Yoga e Tai-chi discipline antiche alla ribalta

Tavola rotonda

Albergo convenzionato
Hotel Serena via dei Salici,46
Tel. 0746.270930 fax 0746.258018 info@hotelserenarieti.it anche per prenotare pranzo vegetariano € 15

domenica 11 aprile 2010

Patè di tofu

Dopo qualche giorno di assenza, una ricettina a base di tofu, un patè da sfruttare nelle occasioni più disparate.

200 g di tofu bianco
2 cucchiai di senape alle erbe
20 g di capperi sotto sale
2 prugne umeboshi
2 cucchiai di lievito alimentare
3 cucchiai di tamari
una manciata di erba cipollina fresca
olio di sesamo

Tagliare il tofu a pezzetti e farlo cuocere in acqua bollente con l'aggiunta del tamari per 3 minuti, farlo raffreddare, scolarlo e farlo marinare in una terrina con qualche cucchiaio di olio e 2 cucchiai di tamari.
Passarlo al frullatore, aggiungendo il lievito, le prugne, la senape e i capperi precedentemente lasciati in ammollo e sciacquati.
Aggiungere alla fine l'erba cipollina tagliandola a pezzetti.
Tenere al fresco e servire con crostini di pane integrale di segale tostati.

lunedì 29 marzo 2010

Una Pasqua senza crudeltà































Oggi non una ricetta, un intero menù. Per una Pasqua all'insegna della compassione e dell'amore.

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Zuppa di cavolo al gratin

Un cavolo verza
Uno spicchio d’aglio
Brodo vegetale
Olio extravergine d’oliva
Lievito alimentare a scaglie
Una pagnotta di pane casereccio

Sfogliare un cavolo verza di circa un chilo e cuocere le foglie per 5 minuti in una casseruola con acqua bollente salata; poi scolarle e immergerle in una ciotola sotto l'acqua corrente fredda per assestare la cottura e farle raffreddare; quindi scolarle e tagliarle a striscioline sottili. Tritare uno spicchio d'aglio, metteterlo in una casseruola assieme alle striscioline di verza, fare rosolare, salare, versare un litro di brodo vegetale e cuocere per circa 30 minuti. Nel frattempo in una padella, con due cucchiai di olio, fare rosolare 10 fette di pane casereccio da ambo i lati. Preparare quindi una pirofila, fare uno strato di fette di pane e uno di verze, spolverizzare con abbondante lievito alimentare: continuare gli strati fino a esaurimento degli ingredienti, versare sopra il tutto 0,25 l di brodo vegetale e fare gratinare sotto il grill del forno per circa 10 minuti. Fare riposare la zuppa per 5 minuti prima di servire.

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Quiche al tofu

Per la sfoglia:
200 gr di farina integrale
50 ml d’olio di mais
Un cucchiaio di semi di sesamo
acqua minerale gassata ghiacciata

Per il ripieno:
2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
350 gr di verdure di stagione tagliate a listarelle sottili
100 gr di zucchine tagliate a listarelle
300 gr di tofu
200 ml d’acqua
2 cucchiai di tamari
2 cucchiai di lievito alimentare a scaglie
pepe
Un peperone rosso svuotato e tagliato ad anelli
prezzemolo

Preparare la sfoglia, facendo in modo che tutti gli ingredienti siano utilizzati freddi. Unire la farina e l’olio di mais, aggiungere i semi di sesamo e rimestare. Versare sufficiente acqua minerale in modo da ottenere una pasta morbida, ma senza impastare troppo. Lasciar riposare in frigorifero per almendo trenta minuti.
Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Scaldare l’olio in un padella e rosolare le verdure di stagione per circa 5 minuti. Metterle da parte. Stendere la pasta su una superficie leggermente infarinata, poi foderare una teglia con la pasta. Disporre prima le fette di zucchine, poi aggiungere le verdure rosolate. Unire il tofu, l’acqua, il tamari e il lievito in un frullatore e ottenere un impasto cremoso. Versare il composto sulle verdure e disporvi sopra gli anelli di peperone. Cuocere nel forno per 40 minuti. Servire la quiche guarnita con una spolverata di prezzemolo.

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Agnello scappato

400 gr di seitan naturale, 1 rametto di rosmarino,
2 cucchiai d'olio extravergine d’oliva, 1 spicchio d'aglio, 1 spruzzata di tamari, sale

Prendere il seitan e tagliarlo a fette sottili, tritare l'aglio e il rosmarino, deporli sopra le fette, salare e arrotolare come si farebbe con un normale rotolo di carne. Infilarlo nell'apposita retina, metterlo in una pirofila, unire un filo d'olio, il tamari, un pizzico di sale, 2 rametti di rosmarino intero. Farlo rosolare per 15-20 m. Quando si è raffreddato, tagliarlo a fettine e servirlo caldo accompagnato a patate e piselli.

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Patate arrosto al rosmarino

500 gr di patate
2 grossi spicchi d'aglio
Un rametto di rosmarino
olio extravergine d’oliva e sale q.b.

Preriscaldare il forno a 200 gradi. Sbucciare le patate e tagliarle a fette sottili.
Spennellare d’olio e mettere in una teglia da forno.
Insaporire con sale, pepe e l’aglio a pezzi grossolani, e cospargere la superficie con il rosmarino tritato. Cuocere nel forno per circa un’ora e venti minuti, girando le fette di tanto in tanto.

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Piselli alla francese

500 gr di piselli sgusciati
5 foglie di lattuga
Una cipolla bianca
Alcune foglie di timo
sale e pepe a piacere
olio extravergine d’oliva
acqua

Tagliare le foglie della lattuga in strisce sottili. Tritare la cipolla. Cuocere al vapore i piselli, la lattuga, la cipolla ed il timo per 15 minuti. Mantenere il sugo. Aggiungere l’olio. Condire e servire.

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Mousse di prugne

250 gr di prugne secche denocciolate
un cucchiaio di agar agar in fiocchi
500 ml di yogurt di soia
un cucchiaino di succo di limone
205 ml d’acqua
un cucchiaio di sciroppo d’agave
25 gr di noci tritate per decorare

Mettere in una casseruola acqua e prugne e portare a ebollizione, cuocendo a fuoco lento per circa 20 minuti, finché le prugne si sono ammorbidite. Versare il composto in un tritatutto o in un frullatore e farne una miscela cremosa.
Rimettere nella casseruola, aggiungere l’agar agar e cuocere per due minuti. Lasciare raffreddare un po’.
Quando la miscela è tiepida incorporare lo sciroppo d’agave, lo yogurt e il succo di limone. Versare nelle singole ciotole e lasciar raffreddare finché si rapprende. Prima di servire guarnire con le noci tritate.

domenica 28 marzo 2010

Risi e bisi (Riso e piselli)


















Oggi presento una ricetta tipica veneta, ottima nel periodo autunnale ma perfetta anche all'inizio della primavera.
È un piatto regale. Era tradizione, infatti, a Venezia, offrire risi e bisi al Doge in occasione del patrono della città, San Marco, il 25 Aprile.

500 gr di riso, 400 gr di piselli, olio extravergine d’oliva
brodo vegetale, 1 cipollina affettata fine
prezzemolo tritato, sale e pepe

Mettere in padella con poco olio la cipollina affettata fine e il prezzemolo. Appena l'insieme si presenta leggermente rosolato, versarvi i piselli, un altro po’ d’olio e del brodo e tenere in ebollizione moderata aggiungendo qualche cucchiaio di brodo man mano che si asciuga il fondo. A disfacimento di una parte di piselli, aumentare la fiamma e aggiungere il riso. Condire con sale e pepe e portarlo a giusta cottura, aggiungendo, man mano che il riso si asciuga o ispessisce, altro brodo. Servire ben caldo.

domenica 21 marzo 2010

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali

È un romanzo ma non è un romanzo. Dopo Ogni cosa è illuminata Jonathan Safran Foer è tornato in libreria con Se niente importa (titolo originale Eating Animals), un libro che è insieme inchiesta, racconto e testimonianza, e invita tutti alla riflessione.
Ancora una volta lo spunto è autobiografico.
Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c’era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma che è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l’avrebbe tenuto in vita perché non era cibo kosher, perché «se niente importa, non c’è niente da salvare». Il cibo per lei non è solo cibo, è «terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore».
Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un’indagine durata due anni che l’ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l’ha spinto a raccontare le inaudite e inutili violenze sugli animali durante la loro breve vita, a descrivere come vengono uccisi, per diventare il nostro cibo quotidiano.
In un libro che è insieme racconto, inchiesta e testimonianza, Foer invita tutti alla riflessione, indicando nel dolore degli animali – e soprattutto nella nostra sensibilità verso chi è «inerme» e «senza voce» – il discrimine fra umano e inumano, fra chi accetta senza discutere le condizioni imposte dall’allevamento industriale e chi le mette in discussione.

Dice Safran Foer:

«Sappiamo che l’allevamento intensivo è inumano nel senso più profondo del termine. E sappiamo che la vita che creiamo per gli esseri viventi più in nostro potere ha un’importanza profonda. La nostra reazione all’allevamento intensivo è in definitiva un test su come reagiamo all’inerme, al più remoto, al senza voce.»

L'autore: Jonathan Safran Foer (Washington, 1977), vive a Brooklyn, New York, con la moglie, la scrittrice Nicole Krauss — assieme alla quale è stato tra i curatori del Futuro dizionario d'America, pubblicato nel 2005 da McSweeney's —, il figlio Alexander (che chiamano anche Sasha) e il loro cane George.
Ha frequentato la Princeton University dove gli sono stati assegnati vari premi di scrittura creativa. Nel 2000 gli è stato assegnato il premio per la narrativa Zoetrope: All-Story. Era l'editore dell'antologia A Convergence of Birds: Original Fiction and Poetry Inspired by the Work of Joseph Cornell.
Ha pubblicato su Paris Review, Conjunctions, The Guardian, The New York Times e The New Yorker. Nel 1999 si è spostato in Ucraina per fare ricerche sulla vita di suo nonno. Nonostante non l'avesse programmato questo viaggio risultò nel suo romanzo d'esordio Ogni cosa è illuminata, pubblicato in Italia nel 2002 da Guanda e dal quale è stato anche tratto un film omonimo nel 2005. Grazie a questo libro ha ricevuto il premio National Jewish Book Award e un Guardian First Book Award.
Il suo secondo romanzo è Molto forte, incredibilmente vicino, pubblicato sempre da Guanda nel 2005.

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?
Jonathan Safran Foer
Guanda, 2010, euro18,00

mercoledì 10 marzo 2010

Nutrizionisti per l'ambiente

L'amica nutrizionista Michela Trevisan ha pubblicato, con delle colleghe, un blog molto interessante.

Dicono nella presentazione: Spesso non immaginiamo quanto il nostro stile di vita, e di conseguenza di pensiero, possa influire sull'ambiente. Quando prepariamo la tavola, inevitabilmente mettiamo nel piatto anche le nostre scelte etiche, religiose e politiche, possiamo scegliere se nutrirci di tradizioni locali e familiari o di industria. Se ad esempio, qualche volta alla settimana decidiamo di mettere nel piatto legumi e cereali invece della fettina di carne vuol dire che metteremo nel piatto meno CO2, meno metano, meno acqua consumata, meno malattie…e chissà quant’altro.
Ed inoltre...Ci siamo mai chiesti quale educazione ambientale e quale educazione al gusto scorrerà nelle vene di un adulto che mangia le prime pappe in piatti di plastica, con il cucchiaino di silicone, pappe tolte da scatolette, sciolte in un brodo di verdure liofilizzate, oppure verdure fuori stagione?


www.nutrizionistiperlambiente.org

lunedì 8 marzo 2010

Jambalaya di seitan




















Oggi vi parlo di Jambalaya, un piatto tradizionale della Louisiana. Una sorta di paella piccante, qui in versione vegan, in una ricetta rielaborata da me e pubblicata in Seitan, preparazione e ricette.

250 gr di riso bianco
500 gr di seitan tagliato a cubetti
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
3 pomodori pelati
200 gr di brodo vegetale
6 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 foglia di alloro
1 peperone verde, tritato grossolanamente
1 cucchiaio di prezzemolo
1 peperoncino tritato
timo
sale, pepe

Sbucciare la cipolla e l'aglio, tritarli e soffriggerli con dell'olio. Dopo qualche minuto aggiungervi anche il peperone pulito e tritato.
Lasciare cuocere per qualche minuto, quindi unire alle verdure il seitan, del peperoncino tritato, timo ed alloro. Lasciare soffriggere il tutto a fuoco vivace, aggiungere i pomodori pelati e tagliati a pezzetti.
Lasciare proseguire la cottura a fuoco alto mescolando di tanto in tanto. Allungare quindi con 1/2 l di acqua bollente, salare, pepare, fare bollire per qualche minuto ed aggiungete il riso, mescolare, incoperchiate e lasciare cuocere per 20 minuti a fuoco moderato.
Infine, dopo aver completato con del prezzemolo tritato, portare in tavola su un piatto da portata.

domenica 7 marzo 2010

Falafel




















La prima volta li ho mangiati a Gerusalemme, nell'immancabile pita assieme ad hummus, cipolle e cetrioli. Poi in Egitto. Ora sono un appuntamento fisso ogni volta che passo a Venezia, di ritorno da qualche riunione. Sono i falafel, polpettine di ceci (o di fave), che qui presento in una ricetta tradizionale, già pubblicata anche ne Il Vegan in Cucina.

400 gr di ceci, 1 cipolla tritata
1 mazzetto di prezzemolo tritato, 2 spicchi d'aglio
2 cucchiaini di cumino, 1 cucchiaino di coriandolo macinato
olio extravergine d’oliva, 1 pizzico di pepe, sale

Scolare e togliere le bucce ai ceci dopo averli lasciati in ammollo per 24 ore. Mettere nel frullatore i ceci, la cipolla, l'aglio, il prezzemolo, il coriandolo macinato, il cumino, un pizzico di pepe e il sale. Frullare fino ad ottenere un impasto fine ed omogeneo. Lasciare riposare in frigo per 1 ora. Con il composto formare quindi, delle polpette medie e dorarle nell'olio bollente, girandole dolcemente, per 4 minuti circa. Quando le polpette sono ben colorite toglierle e asciugarle con la carta assorbente. I falafel vanno serviti a scelta caldi o freddi su un letto di verdura oppure su del pane tostato con verdure e hummus. Oppure, ancora meglio, nella classica pita.

venerdì 5 marzo 2010

Spinaci con sesamo e miso



















Un classico della cucina giapponese.

500 g di spinaci teneri, 3 cucchiai di semi di sesamo, 1 cucchiaio di malto di riso, 2 cucchiai di shoyu, 3 cucchiai di miso

Lavare gli spinaci e metterli al fuoco senza aggiungere altra acqua. Quando il liquido che ne è uscito bolle, scolarli e metterli a reffreddare in una ciotola di acqua fredda; scolarli di nuovo, con cura, e tagliarli a larghe liste. Tostare i semi di sesamo finché sono all'incirca triplicati di volume; macinarli e pestarli e mescolarli con il malto, la salsa di soia e il miso. Versare questo condimento sugli spinaci, mescolare e servire immediatamente.

giovedì 4 marzo 2010

Crudismo.com


















E' nato Crudismo.com, il sito di riferimento italiano per il crudismo e l'alimentazione igienista, un luogo ricco di informazioni, ricette e curiosità in tema di nutrizione naturale.

Messo a punto dall'amica Sara Cargnello, autrice assieme a me di Solo Crudo - il primo libro sul Raw Food italiano, il sito http://www.crudismo.com si propone di raccontare e spiegare la sosteniblità e gli innumerevoli vantaggi di uno stile di vita che non prevede l'utilizzo dei fornelli.

Per sfatare l'idea che la dieta cruda debba consistere di sole insalate basterà visitare la sezione dedicata alle ricette, in parte ideate dall'autrice ed ampiamente arricchita dalla creatività degli stessi lettori, lasciandosi incuriosire da un nuovo tipo di cucina al tempo stesso salutare e sfizioso.

Sara, conosciuta in rete come MissVanilla, è naturopata ed esperta di alimentazione naturale e diffonde questa pratica di vita da ormai 6 anni, testimoniando in prima persona gli innumerevoli benefici sulla salute derivanti dalla scelta igienista.

domenica 28 febbraio 2010

Risotto al vino rosso




















Il vino rosso, consumato in quantità moderata, ha effetti benefici sulla salute. Sono ormai moltissime le ricerche che lo confermano. Ecco il perché della ricetta odierna.

400 gr di riso, cipolla tritata, mezzo litro di brodo vegetale
1/2 bottiglia di vino rosso, sale, pepe, olio extravergine d’oliva,
lievito alimentare a scaglie

Tritare la cipolla, metterla in una padella con un po’ d’olio e farla soffriggere a fiamma moderata. Unire il riso, sempre mescolando, e farlo insaporire per qualche minuto. Versare, alternativamente e poco alla volta, il vino e il brodo. Dal momento in cui riprende l’ebollizione, far cuocere per circa un quarto d’ora. Levare il riso dal fuoco, aggiungere un po’ d’olio, salare, pepare, coprire per un paio di minuti e servire. Spolverare alla fine, se si vuole, con del lievito alimentare.

sabato 27 febbraio 2010

Crocchette di riso basmati al coriandolo fresco con salsa allo yogurt di soia

















Ancora un volta esprimo il mio amore per l'India, i suoi profumi e i suoi colori. Il riso basmati, che utilizzo per queste crocchette, originario di questo meraviglioso Paese, è una varietà a grano lungo, molto profumata e dal gusto delicato.

150 g di riso basmati bianco
80 g di mandorle
50 g di semi di girasole
1 spicchio d’aglio
pane grattugiato
1 cucchiaino di sale aromatico
un mazzetto di coriandolo fresco
noce moscata
2 cucchiaio di farina di soia
olio di oliva extravergine

per la salsa:
150 g di yogurt di soia
3 cucchiaio di aceto di mele
2 cucchiaino di senape
3 cucchiaio di tamari
1 cucchiaino di zenzero in polvere

Cuocere il riso, dopo averlo lavato, con il doppio del suo volume di acqua per 15 minuti. Spellare le mandorle tuffandole in acqua bollente per un paio di minuti (questo procedimento serve per togliere la pellicina marrone), farle tostare assieme ai semi di girasole in un largo tegame a fuoco dolce poi frullare grossolanamente.
Tritare sottilmente lo spicchio d’aglio, aggiungere il coriandolo tritato e unire al riso aggiungendo la frutta secca tritata, il sale, la noce moscata grattugiata, il pane e la farina di soia.
Mescolare bene e ricavare dal composto delle crocchette, appiattirle con le mani bagnate e farle dorare nell’olio caldo rigirandole finché si sarà formata una leggere crosticina dorata.
Per la salsa unire tutti gli ingredienti mescolando accuratamente e servirla aggiungendola alle crocchette.

giovedì 25 febbraio 2010

Lettera a Calabrese

Ricevo e ripubblico volentieri una lettera aperta datata un anno fa, ma, ahimé, ancora estremamente attuale.
È indirizzata a Giorgio Calabrese, noto nutrizionista antivegetariano, ospite fisso di Uno Mattina e di casa alla Rai.
Se la Rai lo paga lo paghiamo noi, perciò, come direbbe Beppe Grillo, è un nostro dipendente.



Professore Calabrese, quando nei programmi televisivi lei parla di alimentazione i suoi enunciati nutrizionali a favore della carne non solo sono ridicoli confrontati con l'ottima salute dei vegani ma fanno più danno della grandine su un campo in fase di germoglio a primavera. Lei avrà sulla coscienza non solo i milioni di animali che a causa delle sue persuasioni menzognere saranno massacrati, ma il dolore e la vita di un numero enorme anche di esseri umani.

Io la invito caldamente a smetterla di mentire in merito alla necessità di ingurgitare salme di animali per stare in buona salute: la verità, l'intelligenza e la sensibilità umana sono i suoi peggiori nemici. La dimostrazione lampante, inconfutabile, dimostrabile dell'ottima salute dei vegani sconfessano tutte le sue retrograde, medioevali teorie carnofili.

Noi vegani siamo disponibili a mettere a disposizione i nostri esami ematici, clinici, a farci analizzare da chiunque: dimostreremo che i vostri fantomatici parametri sono una miserabile invenzione da chi vuole la gente ammalata, bisognosa di medici, di nutrizionisti, di chimica, di farmaci: la salute della gente renderebbe superflua la vostra stessa esistenza.

Voi appartenete al loto oscuro della medicina e della scienza alimentare; siete anacronistici quando parlate di proteine ad alto valore biologico, perchè ignorate l'isovalenza tra proteine animali e vegetali; siete fuori rotta quando parlate di aminoacidi essenziali: quelli di origine vegetale sono assolutamente identici a quelli di origine animale; siete confusi quando esaltate il ferro eme di derivazione animale: la biodisponilità del ferro non-eme dei vegetali è scarsa solo se manca la presenza di vitamina C, cosa che non succede mai nei vegani ; prendete una cantonata quando esaltate il valore degli Omega 3 del pesce: gli Omega 3 da frutta e verdure contengono prostaglandine tipo 1 e 3 positive, utili all'uomo, e non prostaglandine tipo 2 negative e dannose; siete fuori di testa quando invitate a consumare latticini per il loro contenuto di calcio: è proprio la forte presenza di calcio unito alle proteine animali che impediscono la fissazione di questo minerale; prendete un abbaglio quando affermate che la dieta vegana è carente di vitamina B12: la nostra buona salute ci consente una riserva di almeno 30 anni di tale vitamina, senza avvelenarci con tutto ciò che contiene la carne e i derivati animali.

Caro professore, è la realtà concreta dei fatti che le dà torto: la differenza sostanziale tra noi vegani e voi carnibali sta nel fatto che noi non ci ammaliamo mai o molto raramente, mentre il vostro onnivorismo genera una moltitudine di patologie che stanno portando l'umanità alla falcidia, all'indebolimento della razza umana, al declino fisico, mentale, morale e spirituale.

Ammetta il fallimento delle sue teorie, riconosca la superiorità nutrizionale del veganesimo non solo sotto l'aspetto salutistico, ma sotto l'aspetto spirituale perché raccomandato dai più grandi mistici e santi di ogni tempo e paese, nonchè dai più grandi filosofi, medici, uomini di cultura e di scienza del calibro di Pitagora, Ippocrate, Galeno, Aristotele, Platone, Socrate, Platurco, Seneca, Orazio, S. Francesco, Leonardo da Vinci, Voltaire, Tolstoi, Spinosa, Schopenhauer, Gandhi ecc. ecc.

Per cui si convinca caro professore: animali e derivati sono micidiali per la nostra salute; la smetta di causare danni alla popolazione: si penta, faccia un salutare mea culpa, diventi vegetariano. Incominci a far del bene: esca di scena: ne beneficerà l'intero universo conosciuto e forse tra un milione di anni potrà anche avere il perdono di tutte le sue vittime.

Franco Libero Manco

Tempura di seitan con verdure miste di stagione




















Un piatto all'insegna della tradizione macrobiotica. Che consiglia il fritto, soprattutto quando fa freddo, allo scopo di riscaldare il corpo. Senza abusarne, in olio caldissimo, per non assorbire troppi grassi.

400 gr di seitan naturale
3 limoni
1 spicchio d'aglio
1 rametto di rosmarino
sale grosso, 1 litro di olio di semi di arachidi
200 gr di verdura fresca mista
250 gr di farina, 1 cucchiaio di brandy
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva, 5 gr di sale
250 gr di acqua ghiacciata

Tagliare il seitan a liste di 1 cm di larghezza. Marinarlo con una miscela di sale grosso, rosmarino e aglio. Aggiungere il succo dei limoni, immergervi i filetti di seitan e lasciarli marinare 24 ore in frigo. Intanto preparare la pastella unendo farina, brandy, olio d'oliva, sale e acqua, e mescolando con una frusta. Scaldare l'olio in un tegame capiente. Quando sarà ben caldo, immergere i filetti di seitan nella pastella e nell'olio, friggendoli finché non saranno dorati. Asciugare con carta assorbente e versare i filetti nella padella un po' alla volta per mantenere costante la temperatura. Servire i filetti di seitan con le verdure fresche.

mercoledì 24 febbraio 2010

Ristoranti verdi, a Igea Marina un nuovo ingresso!

Non è esclusivamente vegetariano, ma ha menù separato tutto “verde”, con precisa specificazione dei piatti vegan e vegetariani. D’altronde è proprio questa la filosofia dei Ristoranti Verdi, la catena di locali anche vegetariani a cui ha aderito in questi giorni l’Hotel Luxor di Igea Marina, terzo in Emilia Romagna, secondo nel Riminese.

I fornelli, qui, sanno presentare piatti attenti, curati, seguiti personalmente dai Bianchi, perfetti padroni di casa che scelgono sempre di puntare su prodotti freschi di stagione, genuini e controllati.
La frutta, la verdura, la pasta e il riso provengono rigorosamente da agricoltura biologica per offrire il meglio della rinomata cucina romagnola e italiana con gustose ricette che pescano nella tradizione, ma sanno essere interpretati anche in senso vegetariano.

Quello al network dei Ristoranti Verdi è stato dunque un passaggio quasi naturale per il tre stelle di Igea Marina: in più, ora, c’è che l’attenzione per la clientela vegetariana è stata certificata da un marchio riconosciuto e apprezzato non solo in Italia, ma anche all’estero. Un plus valore facilmente rintracciabile, del resto, grazie alla vetrofania circolare con due foglioline verdi e la frase “Qui si mangia anche vegetariano”.
La cucina dell’Hotel propone ricchi buffet a pranzo e a cena con piatti creativi, vegetariani e anche per celiaci. Gli orari sono particolarmente elastici e un’attenzione speciale viene riservata per le esigenze dei più piccoli. La colazione, a buffet internazionale, è accompagnata da dolci e pane di segale fatti in casa, anche questi in gustose varianti veg.

Hotel Luxor 3* è in via S. Italico 3 a Igea Marina (RN) – tel. 0541 330406 (email: info@hluxor.it - www.hluxor.it).

Tofu fritto






















Oggi propongo una ricetta ispirata dalla tradizione giapponese, il tofu fritto, o, meglio, Agedashi Dofu.

600 gr di tofu
4 cucchiai di mirin (o Martini bianco)
2 cucchiai di sakè (o Sherry)
2 cucchiai di salsa di soia leggera
Olio extravergine d'oliva per friggere
Cipolline fresche affettate finemente
Radice di zenzero fresca grattugiata

Tagliare a fette il tofu e, con un canovaccio da cucina pulito, eliminare il liquido in eccesso premendolo delicatamente.
Adagiare il tofu in una padella precedentemente unta e friggerlo finchè non avrà assunto una bella doratura.
Parallelamente si sarà portato ad ebollizione la salsa di soia assieme al mirin ed al sakè.
A questo punto, prima di portare a tavola, versare sopra il Tofu la salsa di soia bollente e terminare la cottura.
Prima di servire decorare il piatto con le cipolline e lo zenzero.
A questo piatto si accompagna bene del riso bianco cotto al vapore o bollito servito in una ciotolina a parte.
Risulta molto interessante anche accompagnato da una salsina allo yogurt di soia.

martedì 23 febbraio 2010

Dhal (zuppa di lenticchie all'indiana)

















Piatto fondamentale della cucina indiana, il Dhal è una zuppa di lenticchie rosse, chiamate appunto Masoor Dhal. E' molto nutriente e, grazie all'aggiunta delle spezie, facilmente digeribile. Ne esistono moltissime versioni.

250 gr di lenticchie rosse
1 cipolla
4 spicchi d'aglio
1 cucchiaino di curcuma in polvere
1 cucchiaino di semi di cumino
1/2 litro d'acqua
olio extravergine d'oliva
sale
peperoncino

Lavare le lenticchie e scolarle. Sbucciare e tritare aglio (eccetto uno spicchio) e cipolla, poi farli soffriggere in un po' d'olio; unire la curcuma, mescolare e insaporire per qualche istante.
Unire le lenticchie, insaporire con sale e peperoncino; bagnare con l'acqua, incoperchiare e cuocere fino a quando le lenticchie si saranno ridotte in poltiglia.
Preparare il condimento detto tarka: scaldare l'olio, affettare lo spicchio d'aglio rimasto, farlo soffriggere insieme ai semi di cumino; condire le lenticchie appena l'aglio si sarà imbrunito.
Servire accompagnando con del riso basmati lessato.

domenica 21 febbraio 2010

Parliamo di latte vaccino





























Con questo primo articolo voglio iniziare una serie di interventi sul tema del latte.
Mi pare infatti ci sia realmente l'esigenza di un chiarimento più profondo.

Il latte è naturale?
Credo non ci sia nulla di nuovo nell'affermare che ogni mammifero produce un tipo di latte adatto solo alla propria specie. E che tra il latte vaccino e quello umano c'è un vero e proprio abisso.
Non ne siete convinti? Comparando proteine e glucidi dei due alimenti vediamo che il latte umano ne contiene rispettivamente - in percentuale - 0,9 e 6,9, mentre quello vaccino 3,5 e 4,8. Il latte di vacca è quindi molto più proteico di quello umano. E le proteine del latte di mucca costituiscono per la loro quantità un'autentica overdose proteica per l'essere umano (Von Bunge, 1871), con il conseguente affaticamento di fegato e reni. Si può considerare naturale, una simile alimentazione?

Il latte come anabolizzante
In uno studio reso pubblico nel 1982, Jean Trèmolieres dimostrò che i reni di un bambino nutrito con latte vaccino sono un terzo più grossi degli stessi organi appartenenti ad un bambino nutrito con latte umano. In "Miti e realtà dell'alimentazione umana", di Armando d'Elia, si riportano le affermazioni di alcuni studiosi secondo i quali "il latte vaccino, dovendo far crescere rapidamente un vitello, possiede una sorta di carica propulsiva anabolica adeguata a tale compito. Quando il latte vaccino viene usato dall'uomo questa carica agisce come un farmaco anabolizzante, cioè come uno stimolatore dell'accrescimento corporeo, stimolatore che disturba la velocità di crescita propria dell'essere umano".

Una crescita troppo rapida
Tiziana Valpiana, nel suo "Alimentazione naturale del bambino", dice: "Dati rilevati negli U.S.A. dimostrano che negli ultimi vent'anni l'età alla quale si conclude l'accrescimento fisico della razza umana è diminuita di circa 5 anni per cui oggi il giovane americano alla visita di leva, a 20 anni, dimostra di aver già concluso la crescita ossea (cosa che appena vent'anni fa si raggiungeva solo all'età di 25 anni) perchè alimentato fin dalla nascita con latte non umano e con cibi iperproteici. Ogni specie infatti deve alimentarsi con i cibi previsti dal suo ritmo di accrescimento: il latte umano è creato per un cucciolo la cui crescita è lenta e l'uso di latti diversi non può che portare a conseguenze ancora inimmaginabili".

L'animale più lento (nel crescere)
L'uomo è il mammifero che impiega più tempo per raddoppiare dalla nascita il proprio peso (20 settimane), seguito dagli equini, dai bovini (7 settimane), dagli ovini, dai caprini, dai conigli (1 settimana). Ciò è proporzionale al contenuto proteico dei rispettivi latti: nel coniglio, ad esempio, il raddoppio è più rapido avendo, il suo latte, la più elevata carica proteica (10,4) e nell'uomo, il cui latte, ha il più basso contenuto proteico, si verifica invece la più bassa velocità di accrescimento.

I danni da eccessive proteine
Da un'alimentazione eccessivamente proteica derivano molte conseguenze negative. Anzitutto un superlavoro imposto a reni e fegato (come già detto) ma anche danni al sistema neuroendocrino e in particolare all'ipofisi, alla tiroide e al surrene. Un'acidità elevata del sangue (provocata daun'eccesso di proteine) è causa, inoltre, di calciuria, cioè di un'eccessiva eliminazione di calcio con le urine.
Conseguenza diretta molto probabile? Osteoporosi.

sabato 20 febbraio 2010

Avete mai sentito parlare dei vegani?

«Con quale spirito l' uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto?», si domandava con stupore Plutarco nel Del mangiar carne. E' il manifesto vegetariano dello scrittore greco che considerava una gravissima ingiustizia sacrificare gli esseri viventi per cibarsene.
I seguaci della dieta «verde» esistevano fin dall' antichità e oggi sono divisi tra vegetariani e vegani. Qual è la differenza? Per entrambi è illegittimo uccidere gli animali per nutrirsi. I primi evitano accuratamente di trovarsi sul piatto carne e pesce, mentre i vegani sono molto più drastici, al limite dell' integralismo.
«Un vegan (o vegano o vegetaliano) è un vegetariano vero - spiega Stefano Momentè, fondatore e presidente dell' associazione "Vegan Italia" - . Il termine è la contrazione della parola inglese "vegetarian", l' analogo italiano è vegetaliano, dal latino "vegetalis", ossia: appartenente al regno vegetale. Una dieta vegan ben bilanciata comprende legumi, cereali, verdura, frutta e semi oleosi, come le noci o gli arachidi. Si eliminano dalla propria dieta tutti i prodotti di origine animale, non solo la carne e il pesce, ma anche uova, latte, formaggi e miele. Non si tratta di una scelta esclusivamente alimentare, ma di un vero stile di vita che si allarga all' abbigliamento e al vivere quotidiano. Una decisione che vuol essere priva di crudeltà nei confronti degli uomini, dell' ambiente e degli animali».
Nell' armadio dei vegani sono vietatissimi abiti, giacche, scarpe, borse e altri accessori ricavati dall' uccisione di qualsiasi tipo di animale. Indossano indumenti sintetici e di cotone e non pelle, seta, lana o pellicce. Usano prodotti vegetali e non testati sugli animali. E in molti si fanno tatuare sul corpo la scritta «Vegan». In vacanza scattano foto ricordo ma soltanto con macchinette digitali perché per quelle tradizionali si utilizzano pellicole e carta di stampa che spesso contengono gelatine di origine animale. I più radicali poi estendono la loro dieta anche agli animali di casa che, sfortuna loro, non sempre apprezzano la privazione di carne. Inoltre, per molti è una provocazione, per altri corrisponde alla realtà: chi mangia vegano ha prestazioni sessuali superiori. «Ma un fondo di verità c' è - precisa Momentè - . I professori Iotekyo e Kipani dell' università di Bruxelles hanno dimostrato che i vegetariani riescono a protrarre alcune particolari prestazioni fisiche per un tempo doppio e talvolta triplo rispetto ai carnivori e si riprendono dalla fatica in un quinto del tempo necessario agli altri».
I vegetariani in Italia sono più di sei milioni e un' indagine dell' istituto Eurispes ha stimato che nel 2050 arriveranno a cinquanta milioni.
Tra i personaggi famosi che sostengono la cucina etica ci sono il musicista Bryan Adams, l' atleta Carl Lewis, diventato vegetariano per motivi di salute scoprendo poi che la dieta senza carne migliorava le sue prestazioni, il cantante Paul McCartney che durante l' ultimo tour musicale ha imposto il suo regime alimentare al suo staff. Paul Newman è il decano dei vegetariani di Hollywood e proprietario di un' industria di prodotti alimentari naturali, poi la tennista Martina Navratilova, la stilista Stella McCartney, il filosofo Peter Singer, i cantanti Prince e Moby. In Italia sono vegane la veejay di Mtv Paola Maugeri e l' ex campionessa olimpica e ciclista Dorina Vaccaroni. Molti i vegetariani più o meno radicali: dal giornalista e conduttore televisivo Red Ronnie a Carlo Taranto (il signor Carlo della Gialappa' s band), da Umberto Veronesi a Manuela Di Centa.

[Corriere della Sera - 1 dicembre 2005 - Rossella Burattino]

venerdì 19 febbraio 2010

Pennette all'hummus delicato

















Una ricetta veloce, nutriente e molto saporita, per quando si ha poco tempo. Ideata durante una pausa pranzo breve.
Naturalmente, se si ha la possibilità di utilizzare dei ceci non conservati è meglio.

Un barattolo di ceci lessati
350 gr di pennette semintegrali
tahina, prezzemolo, paprika
olio extravergine d'oliva
gomasio, erba cipollina
sale

Lessare la pasta in abbondante acqua bollente salata. Nel frattempo passare al mixer i ceci, una manciata di prezzemolo, un cucchiaino di tahina, una spolverata di paprika, con un po' d'olio e un mestolo d'acqua della pasta, se necessario. Regolare la sapidità con un pizzico di gomasio. Quando le pennette sono pronte, spadellarle con il sugo e abbondante erba cipollina. Un piatto veloce, delicato e saporito.

giovedì 18 febbraio 2010

Vegetariani, a Rimini tutti i segreti

Un articolo del 2008, pubblicato su Puntobar.com

Nel nostro Paese circa 6 milioni di persone hanno adottato un'alimentazione vegetariana.
Un target importante per i nostri esercizi pubblici (bar, ristoranti, hotel, etc.), che necessiterebbe di poco per essere soddisfatto, ma che spesso trascuriamo. Basta pochissimo per rendere il proprio menu adatto anche a questo ampio bacino di clienti: qualche semplice accorgimento e un canale informativo studiato ad hoc.
A quattro anni di distanza dall'avvio del circuito Ristoranti Verdi un nuovo seminario condotto dal giornalista Stefano Momentè il 15 maggio alle ore 15 nell'ambito di Rimini Wellness, in programma alla Fiera di Rimini, spiegherà i facili passi da compiere per offrire una ristorazione salutare che, seppur non specializzata, è sempre pronta a rispondere egregiamente e con fantasia anche alle richieste di chi non mangia carne e pesce, come i vegetariani e di chi, come i vegan, preferisce rinunciare pure ai prodotti animali derivati, quali burro e uova.
Il seminario si propone di guidare i partecipanti verso l'individuazione delle caratteristiche principali dei menu vegetariani realizzabili con minimi accorgimenti a partire dalla carta abituale del proprio locale.
A questo scopo verranno spiegati gli accorgimenti di base da adottare per proporre piatti vegetariani e salutari e per segnalarli adeguatamente. Si procederà quindi all'analisi vera e propria dei piatti da proporre per ogni portata del pasto. Antipasti, primi piatti in brodo e asciutti, tradizionali e rivisitati. Sarà poi la volta dei secondi su base vegetale, con legumi e verdura e dei secondi con ingredienti speciali della cucina vegetariana ed etnica. Particolare attenzione sarà posta nel trattare i piatti unici, sempre più richiesti per il pranzo, nell'ambito di una ristorazione rapida e leggera. Si passerà quindi ai dessert.
La seconda parte dell'incontro verterà sull'analisi di ingredienti comuni della cucina vegetariana e poco comuni nella cucina tradizionale, come la salsa di soia ed altri condimenti.
Il relatore illustrerà quindi come sostituire gli ingredienti di origine animale nelle varie preparazioni base. Si tratteranno poi le ricette passe-partout per bar e ristorazione rapida e alcuni altri ingredienti speciali della cucina naturale.

[puntobar - 13 maggio 2008]

Seitan alla veneziana
















Una delle delle ricette tipiche più conosciute della tradizione gastronomica veneta. Che in origine ha il fegato come ingrediente principale.
Le radici di questo piatto risalgono addirittura al tempo dei Romani, i quali usavano cucinare il fegato insieme ai fichi per coprirne l'odore. I Veneziani col passare del tempo finirono con il sostituire le cipolle ai fichi.
Io parto proprio dalla ricetta originale, utilizzando però del seitan morbido, fatto in casa e aromatizzato allo scopo. Inoltre, al posto dell'aceto, che non amo particolarmente, propongo del succo di limone. Così come è una mia variante l'aggiunta dello shoyu nella marinatura.
Infine, in sostituzione del burro utilizzo, come sempre, dell'olio extravergine d'oliva.

500 gr di seitan, 500 gr di cipolle bianche
olio extravergine d’oliva, prezzemolo, sale e pepe
shoyu, succo di limone (o aceto di mele)

Tagliare a striscioline sottili il seitan e metterlo a marinare in un piatto con succo di limone e shoyu. Tagliare finemente le cipolle e metterle a soffriggere in una padella con l’olio. Lasciare cuocere per 10 minuti a fuoco basso e versarvi sopra il seitan. Alzare subito la fiamma cucinare per 3 o 4 minuti. Prima di spegnere, spolverizzare di sale, pepe e prezzemolo. Servire caldissimo con polenta gialla.

mercoledì 17 febbraio 2010

Chili vegetariano














In questi giorni ho una nuova attrazione per il peperoncino. Avviene periodicamente, ma ora sto guardando con maggiore interesse a quello messicano. Non poteva perciò mancare una ricetta dedicata.

2 tazze di fagioli pinto secchi
1 lattina di pomodori pelati a pezzi
2 tazze di cipolle rosse sminuzzate
2 tazze di peperoni rossi o verdi tagliati a cubetti
1 tazza di carote tritate
1 tazza di sedano tritato
4 spicchi di aglio tritati finemente
1 cucchiaino di origano
1 cucchiaino di basilico
1 cucchiaino di chili habanero in polvere
1/2 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di aceto di mele
1 cucchiaio di uvetta o datteri tritati
un pezzetto di alga kombu

Lavare i fagioli e lasciarli in ammollo tutta la notte. Cuocerli a fuoco basso per 2 ore. Togliere l'acqua in eccesso, versare tutti gli altri ingredienti e cuocere ancora a fuoco basso per un'ora con un pezzetto di kombu.
Il chili può essere versato su un piatto di lattuga sminuzzata, su verdure cotte al vapore (come ad esempio spinaci), o può essere mangiato da solo.
Un ringraziamento a chi mi ha suggerito questa variante.

martedì 16 febbraio 2010

Un segno di civiltà

Nonostante la diffusione ed il trend positivo del Vegetarismo, le persone che abbracciano questo tipo di scelta incontrano molte difficoltà nel Fuori Casa ed in particolare nelle mense.
Non riuscendo a trovare pasti completi e bilanciati senza carne, pesce o ingredienti di origine animale sono costretti a pasti frugali e nutrizionalmente non bilanciati in contraddizione con i princìpi di uguaglianza sanciti nella Costituzione, secondo cui lo Stato e la pubblica amministrazione devono garantire un medesimo trattamento a tutti i cittadini e le cittadine, indipendentemente dal sesso, dalla religione e da ogni diverso tipo di orientamento.
Garantire alternative alimentari vegetariane e vegan significa rispettare una scelta etica e salutare delle persone, inoltre è anche un modo per andare incontro ai cambiamenti della nostra società sempre più multietnica, soddisfacendo le esigenze di culture diverse, le cui esclusioni alimentari sono per lo più legate ad alimenti carnei. Proporre pasti vegetariani significa anche poter offrire un’alternativa ai non vegetariani di piatti nutrienti e allo stesso tempo poveri di grassi saturi.

Ecco il perché di una Proposta di Legge che possa tutelare chi, per motivi etici, religiosi, salutistici o altro, ha fatto questa scelta. Se n‘è discusso, nell’ambito di Sevicol, la Settimana della Vita Collettiva, a Roma, con i promotori ed alcuni esperti.
Gianluca Felicetti, presidente LAV, associazione che fin dalla prima ora appoggia in pieno la proposta di legge, ha introdotto e moderato gli interventi.
Paola Segurini, del settore vegetarismo LAV, ha illustrato Cambiamenu, la nuova campagna LAV di sensibilizzazione e informazione sul vegetarismo. Una campagna che, con l’omonimo sito (cambiamenu.it), si prefigge di offrire a tutti l’opportunità di arricchire, variare e migliorare la propria alimentazione, di essere maggiormente consapevoli dell’incidenza che le scelte alimentari hanno sull’ambiente, gli animali e la salute, di poter verificare quanti e quali benefici ciascuno di noi può concretamente realizzare attraverso le sue scelte alimentari quotidiane) e ha il pregio di trattare aspetti anche seri e complessi con un linguaggio e una grafica accessibile anche ai più giovani e a coloro che non hanno competenze specifiche in tema di alimentazione.
Stefano Momentè, giornalista, esperto di vegetarismo e ristorazione, ha presentato alcuni casi emblematici della situazione nelle mense italiane, soprattutto scolastiche, illustrando le strategie a volte necessarie per poter ottenere un diritto altrimenti negato.
I deputati Andrea Sarubbi (PD) e Gabriella Giammanco (PDL) hanno quindi illustrato la proposta di legge.

[da mixer di gennaio 2010]

lunedì 15 febbraio 2010

Ristoverde, horeca e vegetariani

Un trend in crescita esponenziale quello degli amanti della cucina verde. Nel 2001 i vegetariani in Italia erano 3 milioni. Una cifra che oggi è raddoppiata: un’indagine dell’AC Nielsen, rielaborata dall’Eurispes nel Rapporto Italia 2006, sostiene che i vegetariani del bel Paese sono 6 milioni.

E non è tutto: secondo le stime i numeri sarebbero destinati ad aumentare e a arrivare a 7 milioni nel 2010 e a 30 milioni nel 2050. Sempre secondo i dati AcNielsen, i vegani in Italia sarebbero più numerosi al Nord e al centro, con un record nelle città di Milano e Roma. La stessa indagine traccia anche il ritratto del vegetariano italiano: per la maggioranza è di sesso femminile (ben il 70% sono donne), ha un’età compresa fra i 25 e i 54 anni (62%) e possiede una scolarizzazione medio-alta (85%, fonte Vegan Italia, www.veganitalia.com).

Anche se i numeri crescono, non tutti sanno (purtroppo soprattutto nel mondo della ristorazione) cosa si intende davvero per pasto vegetariano. In linea generale i vegetariani non utilizzano ingredienti di origine animale.
Non mangiano carne, né pesce, affetati o brodi di carne. Alcuni si nutrono di uova e formaggi, altri non assumono nemmeno il miele. Il panorama, come si vede, è variegato, perché ce ne sono di vari tipi. Come i lacto-ovo-vegetariano, che escludono nella loro dieta carne e pesce e si alimentano di cereali, verdura, frutta, legumi, semi, noci, latticini e uova, o i lacto-vegetariani, che escludono carne e pesce, ma usano i derivati del latte. I più stretti sono i vegani, che è la contrazione del termine inglese vegetarian (anche detti vegetaliani, dal latino vegetalis, ossia appartenente al regno vegetale, o vegetariani integrali): sono coloro che escludono tutti i prodotti di origine animale. I Vegani evitano quindi anche latticini e uova e non fanno uso di pellicce, cuoio, lana e di tutti i prodotti testati sugli animali. La più “leggera” è la dieta semivegetariana: chi segue questo modello talvolta mangia carne, ma di solito segue una dieta verde. Ci sono poi delle varianti come il crudista, che assume solo cibi crudi, soprattutto per motivi salutisti: si sa infatti che la cottura dei cibi comporta una riduzione delle vitamine e dei sali minerali, i componenti necessari per una buona e corretta nutrizione. I fruttariani si nutrono esclusivamente di frutta fresca. Di lunga tradizione è anche la dieta macrobiotica, che si basa sull’antica alternanza dello yin e yang, le due forme che può assumere l’energia nelle culture orientali. Prevede l’uso di cereali, soprattutto riso integrale, che è considerato l’elemento più equilibrato, legumi, frutta secca, talvolta pesce e poca frutta fresca; richiede un attento studio delle combinazioni e cotture prolungate.

Il successo della dieta verde è anche dovuto ai nomi famosi che l’accompagnano. Sono vegani il musicista Bryan Adams, l’atleta Carl Lewis, il cantante Paul McCartney, la stilista Stella McCarney, il filosofo Peter Singer, i cantanti Prince e Moby, che con l’ex fidanzata Kelly Tisdale ha scritto “Teany”, edito in Italia da Sperling&Kupfer: è la storia dell’omonimo locale vegano aperto dai due qualche anno fa a New York.
Tra i pazienti di Aris Latham, il guru dell’alimentazione crudista, ci sono Barbara Streisand, Sidney Poitier e Gwyneth Paltrow. In Italia sono sicuramente vegane la veejay Paola Maugeri di Mtv e l’ex campionessa olimpica Dorina Vaccaroni. Ci sono anche molti vegetariani, più o meno radicali: Red Ronnie, Carlo Taranto (il signor Carlo della Gialappa’s Band), il professor Umberto Veronesi, la campionessa Manuela di Centa.
Ma quali sono le ragioni che motivano tutte queste persone? I benefici della dieta verde sono tanti, lo dice anche il bin senso popolare. Ma ora, dopo anni di ricerche, c’è anche la conferma scientifica.
Dopo tante polemiche, i risultati delle ricerche smentiscono pienamente l’idea che la dieta verde non apporti tutti i componenti di cui abbiamo bisogno. Gli studi sostengono che è possibile nutrirsi in modo completo e che, anzi, è meglio adottare una dieta vegetariana. Molte patologie moderne hanno come causa proprio l’eccessivo consumo di carne e latticini: per questo tutte le maggiori istituzioni mondiali per la nostra salute, come la World Health Organization o il World Cancer Research Fund, consigliano di limitarne la quantità.

E i veri benefici? Eccone qualcuno.

In primis, un tema che tocca molti di noi, il mantenimento della linea. Uno studio del Cancer Research UK e della Università di Oxford rivela che i vegetariani e i vegani, nel tempo, aumentano meno di chi consuma carne e pesce. E non è tutto: secondo uno studio del Physicians Committee for Responsible Medicine, i vegetariani peserebbero tra il 3 e il 20 per cento in meno dei non vegetariani. La ragione? Alimentarsi unicamente con vegetali potrebbe alterare il metabilismo, facendo bruciare più rapidamente le calorie ingerite. I risultati di molti esperimenti dimostrerebbero che una dieta verde, a basso contenuto di grassi, fa perdere peso senza dover diminuire le porzioni o fare più attività fisica.

Un altro vantaggio è a favore della circolazione sanguigna: secondo alcuni studi, adottare una dieta vegetariana appropriata può far abbassare i livelli do colesterolo, come se si fosse assunto un farmaco. Una ricerca dell’Università di Toronto mostra che la riduzione di colesterolo Ldl (quello dannoso) è quasi uguale in pazienti trattati con un medicinale, la lovastatina, e in persone che seguono una dieta vegetariana con pochi grassi. Anche la frequenza di ipertensione nei vegetariani è circa un terzo rispetto a quella degli onnivori. E non solo. Si riduce pure il rischio di ischemia cardiaca che nei vegetariani è inferiore del 31 per cento negli uomini e del 20 per cento nelle donne.
Per quanto riguarda il cancro, uno dei maggiori studi sull’argomento mostra che chi non è vegetariano ha un rischio di sviluppare tumori alla prostata e al colon molto più alto. Secondo altri studi, l’icidenza generale di cancro nei vegetariani è fino al 50 per cento più bassa. D’altronde, abbiamo visto, lo stesso Umberto Veronesi è un vegetariano convinto.

Una dichiarazione del capo della Scuola di Salute Pubblica dell’Università di Harvard ha messo in crisi anche una delle idee più diffuse: che il calcio dei latticini faccia bene al nostro scheletro. Anzi, consumare latte e derivati non sempre rende le ossa più forti. Chi ne consuma grandi quantità potrebbe addirittura essere più esposto alle fratture. I dati clinici lo confermano: nei Paesi dove i consumi sono alti le persone hanno ossa più fragili. La ragione starebbe nel rapporto tra il calcio e l’aumento dell’acidità provocato dalla digestione delle proteine animali, come rivela uno studio tedesco. Saremmo, insomma, di fronte a un paradosso: più proteine si consumano, più calcio si perde. Confermato da ricerche americane pubblicate sempre sull’American Journal of Clinical Nutrition: le donne consumatrici di proteine animali presentano una perdita ossea superiore rispetto a quelle vegetariane.
Un altro punto a favore dei vegetariani? Sono più intelligenti. Questo lo sbalorditivo risultato della ricerca ventennale di una università inglese: alla Southampton University hanno studiato 8179 bambini di dieci anni di età. Passati venti anni, quando hanno compiuto 30 anni, si è scoperto che tra i 366 che si sono rivelati vegetariani, i ragazzin avevano un livello ai test “Iq” di 106, pari a 5 punti in più dei non vegetariani, mentre nelle ragazze la differenza era tra i 104 e i 99 punti!
Infine c’è un’ultima ragione che motiva gli amanti della dieta verde: il loro senso di responsabilità verso l’ambiente. Non è solo una questione di mantenere in vita gli animali: molte ricerche hanno dimostrato che gli allevamenti intensivi dei bovini producono un’alta emissione di gas metano, che è tra i maggiori responsabili dell’effetto serra.

HORECA E VEGETARIANI: un rapporto in crescita

In Italia i vegetariani sarebbero già 6 milioni, è quanto indicato da Eurispes nel “Rapporto Italia 2006” sulla base di una ricerca Ac Nielsen del 2004.
Come evidenziato dall’Associazione Vegan Italia su progetto di Stefano Momentè, promotore del circuito Ristoranti Verdi e membro della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, ogni giorno in Italia si consumano 9 milioni di pasti e i consumatori stanno diventando sempre più esigenti e consapevoli dell’importanza di un corretto stile alimentare, basato sulla tradizione mediterranea e ricco di preziosi elementi provenienti dal mondo vegetale.
La ristorazione, quindi, si trova a dover ripensare la propria offerta per venire incontro anche alle richieste di questi nuovi clienti, sempre più numerosi, molto attenti alla dieta salutare, non sempre e non solo per motivi meramente estetici, ma anche per convinzioni di carattere etico, per contrastare l’obesità o per ragioni legate a patologie o a strategie di prevenzione.

Qual’ è, dunque, la situazione nel mondo dell’HORECA italiano? Mentre all’estero è normale trovare in qualsiasi ristorante anche l’alternativa vegetariana, in Italia, fino a qualche tempo fa, non è stato proprio così, ma oggi sono sensibilmente in aumento i ristoranti che, accanto al menù tradizionale, offrono anche piatti vegetariani.
Questa tendenza di avvicinamento della ristoranzione al mondo vegetariano è anche frutto delle iniziative intraprese da alcune associazioni come A.V.I. (Associazione Vegetariana Italiana) e Vegan Italia.
L’A.V.I. è un’associazione nata nel 1952, per opera di Aldo Capitini, con lo scopo di riunire tutti i vegetariani italiani e far conoscere gli aspetti etici e salutistici del vegetarismo che prima di allora, nonostante fosse praticato in Italia fin dall’inizio del secolo scorso da molte persone per ragioni etiche e dietetiche, non aveva alcuna organizzazione o gruppo coordinato che ne divulgasse le tematiche.
Nel 2003 questa ha avviato il progetto del Network Vegetariano al fine di promuovere l’alimentazione vegetariana e sviluppare una maggiore attenzione del servizio di ristorazione. Essa ha un suo marchio che concede a quei ristoranti che si uniformano alla guida del Network Vegetariano. L’identificazione di questi locali avviene attraverso l’uso di una vetrofania che riporta il logo dell’Associazione Vegetariana Italiana, un germoglio verde, riconosciuto secondo un’idagine inglese, dal 96% dei vegetariani nel mondo, anche perché utilizzato in molti altri paesi europei ed extraeuropei per identificare prodotti e locali adatti ai vegetariani. Ad esempio in Svizzera il germoglio è utilizzato in una cinquantina di punti di ristoro gestiti da Migros, che così garantisce ai propri clienti la composizione vegetariana al 100% di tutte le materie prime utilizzate per la preparazione dei piatti.
Tra gli aderenti al Network Vegetariano (finora in tutto sono 156) c’è Autogrill, che da tempo collabora con l’AVI per la creazione di prodotti vegetariani e vegani. Nei ristoranti Ciao vengono offerte diverse ricette (ne vengono elaborate di nuove a ogni stagione): tra le numerose proposte per la primavera 2007 si possono trovare, ad esempio, cavatelli di pasta fresca all’ortolana, tortelli di spinaci e ricotta con pomodoro fresco o asparagi con carote e piselli. 12 primi (5 nuovi) e 15 contorni tutti sia vegetariani che vegani (3 nuovi).
Negli Snack Bar-Acafé viene offerto il panino “Nuovo Ischia” composto di un pane a forma triangolare, alle olive e capperi, con una farcitura di melanzane grigliate, peperoni arrosto, rucola, lattughino e crema di pomodori secchi.
Inoltre l’anno scorso Autogrill, in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia, ha studiato la propria offerta anche per un’altra categoria che ha particolari necessità in termini di alimentazione, le persone intolleranti al glutine le quali possono trovare nei locali Ciao perfino dei microonde dedicati.

Nel 2003 l’associazione Vegan Italia, nata nel 2002 per promuovere un’informazione completa e critica, per fornire la possibilità di decidere senza preconcetti sullo stile di vita e sull’alimentazione da seguire e per incentivare la ristorazione ad offrire l’alternativa vegetariana, ha creato, in collaborazione con la società di comunicazione Next Italia, il circuito dei Ristoranti Verdi, ovvero un network di locali, bar, ristoranti e alberghi in cui si può mangiare anche vegetariano (possono farvi parte anche agriturismi, pizzerie e mense aziendali). Questi, attualmente 35 in Italia tra cui anche il ristorante Joia Leggero di Pietro Leemann, pur contraddistinti dalla prorpia cucina specifica, sono in grado di rispondere alle esigenze di una clientela attenta alla salute e/o vegetariana.

Le caratteristiche essenziali di un Ristorante Verde, redatte dal comitato tecnico del progetto, sono la conoscenza delle linee-guida di base per l’individuazione all’interno della carta, oltre ai contorni, di almeno tre piatti vegetariani, con preferenza per un menù completo (realizzato senza ingredienti di provenienza animale), la sottolineatura di questi piatti nel menù con l’apposito logo e l’esposizione in evidenza della vetrofania “Qui si mangia anche Vegetariano”.
Tra le ultime attività, entrate a far parte di questo circuito, ci sono l’hotel Imperia di Jesolo Lido, il diciottesimo nel Veneto, e l’agriturismo “Il Poggiolo” di Pianoro.
“Entrare a far parte dei Ristoranti Verdi – ha spiegato Angelo Faloppa, uno dei titolari dell’hotel Imperia – per noi significava conferire un importante valore aggiunto alle nostre proposte: offrire ai nostri clienti un’alternativa vegetariana e vegana è, secondo noi, segno di attenzione nei confronti di chi ha scelto uno stile di vita sano e rispettoso degli animali e e dell’ambiente”.
Le portate vegetariane e vegane proposte da “Il Poggiolo” sono preparate con materie prime totalmente biologiche prodotte in azienda: dalla frutta alla verdura, dall’uva alle erbe officinali, fino alla farina macinata a pietra in loco.
Come si possono identificare i prodotti veramente vegetariani, cioè quelli prodotti nel rispetto delle convinzioni etiche, sociali e ambientali che si esprimono nel vegetarismo? Un aiuto in tal senso proviene dall’A.V.I. che ha creato un suo marchio che concede solo a quei “prodotti realmente vegetariani”, cioè che escludono in ogni fase della propria realizzazione l’impiego di derivati ottenuti con il sacrificio, il maltrattamento e/o lo sfruttamento intensivo di animali e che sono privi di ingredienti ottenuti da organismi geneticamente modificati immessi nell’ambiente (se tra gli ingredienti si trovano latte o uova, l’attribuzione del marchio AVI garantirà che gli OGM sono stati banditi anche dall’alimentazione animale).
Per facilitare ulteriormente la scelta, il marchio riporta la scritta “Vegan” quando il prodotto è realizzato senza alcun ingrediente di provenienza animale. Tra le aziende (7 in totale) a cui è stato concesso l’utilizzo del marchio per identificare alcuni prodotti vegetariani vi è la Con.Bio, che produce alimenti vegetali e biologici, ponendo una particolare attenzione all’equilibrio alimentare. La linea di gastronomia fresca Bioappetì, che comprende piatti pronti freschi interamente biologici e vegetali (tofu, tempeh, seitan…), è stata creata proprio con la volontà di coniugare la qualità degli ingredienti con la praticità di utilizzo, nel rispetto della notra tradizione mediterranea.

Un ingrediente vegetariano: il Tempeh

Cos’è – il tempeh, noto come anche carne di soia, è un alimento fermentato ricavato dai fagioli di soia gialla, molto popolare in Indonesia e in altre nazioni del sud est asiatico. E’ simile al tofu, ma differente nelle caratteristiche nutrizionali, nella qualità alimentare e nel processo di lavorazione. Il processo di fermentazione conserva tutte le qualità nutrizionali dei fagioli di soia, un alto contenuto di fibre alimentari e vitamine, una composizione solida e un sapore robusto e vigoroso.
Ha un sapore complesso e intenso: una combinazione di noci e funghi, ma alcune ricette esaltano alcune somiglianze con la carne.
Come conservarlo e prepararlo – Si congela facilmente, va conservato in acqua salata. Viene spesso preparato tagliato a fette, cucinato con salse piccanti, al vapore o fritto. Lo si può consumare da solo, o con del chili, stufato, nelle minestre, per accompagnare pasta o riso, come ingrediente di sughi o per farcire panini.
Dove trovarlo – E’ disponibile soprattutto nei supermercati etnici e nei negozi dietetici e di macrobiotica.
Tra chi lo produce e vende in Italia abbiamo in Ki Group (www.kigroup.com) che, con una gamma di circa 2000 prodotti, tra cui spiccano anche quelli freschi per vegetariani e vegani come tofu, seitan o lo stesso tempeh, si rivolge ai consumatori consapevoli e attenti al proprio benessere psicofisico e a quelli con particolari esigenze dovute a intolleranze alimentari, carenze nutrizionali, diete e regimi specifici o allergie.

Tempeh ai funghi

3 fette di tempeh alla piastra
5 grossi champignons puliti
shoyu, sale, peperoncino di caienna
zenzero fresco a fettine sottili
olio e.v. di oliva, prezzemolo, rosmarino

Tagliare a striscioline il tempeh e affettare i funghi. Mettere il tempeh in una padella larga e unire gli altri ingredienti tranne i funghi (che aggiungo in un secondo tempo perché appassiscono troppo in fretta). Rosolarlo, quindi aggiungere i funghi e saltare ancora per alcuni minuti. Servire caldo come piatto unico, o accompagnato da verdura fresca. Si può ovviamente usare anche del tempeh naturale, ottenendo un gusto leggermente più delicato.


PER SAPERNE DI PIU’

A.V.I.
Viale Brianza, 20
20127 Milano
tel. 02/45471720/1 – Fax: 02/45471721
www.vegetariani.it - info@vegetariani.it

VEGAN ITALIA
www.veganitalia.com - info@veganitalia.com

oppure:

RISTORANTI VERDI
Via la Bassa Nuova, 18
30016 Jesolo Lido – Venezia
Tel. 0421/372703 – Fax: 0421/370249
www.ristorantiverdi.it - info@ristorantiverdi.it


[da okbar n.12, giugno 2007 - novella talamo]